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Appello a solidarizzare coi manifestanti della Macedonia

Postilla alla Richiesta di Solidarieta’ con i dimonstranti Macedoni

La Macedonia e’ da giorni centro dell’attenzione mediatica. Lo scorso fine settimana (9-10 Maggio) piu di 20 persone, tra cui anche alcuni membri delle forze di polizia, sono decedute a seguito di scontri violenti a Kumanovo, una citta’ situata 20 km a nord della capitale Skopje. Noi, i cittadini, attivisti, e accademici che hanno iniziato questa richiesta di solidarieta, ci uniamo al cordoglio nazionale e esprimiamo le nostre piu sentite condoglianze alle famiglie e ai cari dei poliziotti feriti ed uccisi, stringendoci in solidarietà con gli abitanti di Kumanovo. Tuttavia le molte incertezze che aleggiano sulla vicenda proiettano parecchi dubbi sul resoconto ufficiale del governo riguardo agli eventi.

Riteniamo prive di fondamento  le speculazioni che collocano l’incidente come un problema etnico, ed invitiamo il pubblico a fare rifiutarle, focalizzandosi invece sull’analisi dei fatti.  Vogliamo ricordare che l’incidente di Kumanovo e’ accaduto nel mezzo di proteste in cui i cittadini chiedevano le dimissioni del governo. Queste richieste sono state presentate dopo anni di proteste e di attivismo contro riforme legali discriminatorie, un controllo quasi totale sui media,  e una privatizzazione continua di ogni segmento della vita sociale. Nel passato abbiamo protestato per la liberta’ di stampa, solidarizzando con gli i lavoratori del settore , e abbiamo richiesto che il servizio d’informazione pubblico preso in ostaggio dal governo fosse restituito agli interessi dei cittadini. Abbiamo voluto che il governo si assumesse la responsabilita’ per la distruzione della sanita’ pubblica. Abbiamo costantemente combattuto per il diritto a vivere una vita dignitosa, per i diritti dei lavoratori, e contro l’abbrutimento e l’umiliazione del nostro popolo.

In prima linea contro ogni ingiustizia, le proteste hanno preso vigore dopo la diffusione pubblica di una serie di intercettazioni telefoniche da parte del principale partito di opposizione. Le conversazioni telefoniche dimostrerebbero comportamenti illegali e anticostituzionali da parte di membri importanti del governo, colpevoli di abusare massivamente del loro ruolo istituzionale per perseguire il proprio guadagno personale.  Le intercettazioni rivelano che piu di 20.000 cittadini sarebbero stati intercettati su ordine di alti ufficiali del governo, con materiale spionistico comprato in Israele nel 2008. Ma il governo non si sarebbe’ limitato alle telefonate: secondo una lista pubblicata dell’Universita di Toronto, la Macedonia e’ uno dei 36 paesi al mondo che controllano anche il traffico internet.

In questa postilla vogliamo richiamare l’attenzione sulla possibilita’ di violenza a cui abbiamo fatto riferimento nella nostra richiesta di solidarieta.  Il governo continuerà’ ad opporre le richieste di dimissioni. Anche ora, nonostante i grandi interrogativi sulla sua capacita’ di garantire l’incolumità dei suoi cittadini e lo scandalo provocato dall’uso massiccio di intercettazioni, il governo Macedone rimane fermamente deciso a  non mollare la sua morsa sullo stato, rifiutando di assumersi le proprie responsabilita.

Invitiamo il pubblico globale, i movimenti civici a noi vicini, e le genti di tutto il mondo a supportare questa nostra richiesta di solidarita. Temiamo che le istituzioni reprimano violentemente la resistenza pacifica dei cittadini. Negli ultimi anni, il governo ha comprato vario equipaggiamento che lascia pensare a strategie di controllo violento dell’ordine pubblico, incluso proiettili di gomma, e cannoni ad acqua. E’ probabile che il fornitore sia una compagnia turca produttrice dei veicoli TOMA, il che che accosterebbe il governo Macedone a quello del Kenya, Sudan, e Mali. I cittadini Macedoni invece hanno una solo arma di difesa: il loro numero, e quello di tutti gli altri individui che saranno al loro fianco. Mentre i cittadini che protestano in Macedonia sono ormai uniti in un movimento che aspira ad obbiettivi di giustiza, pace sociale, avanzando chiare richieste sotto il nome di #protestiram ( #protestiram – letteralmente, protesto) la TUA solidarieta’ e’ cruciale!

 

Appello a solidarizzare coi manifestanti della Macedonia (06.05.2015)

Martedì sera (05.05.2015) migliaia di cittadini della Macedonia hanno manifestato fuori dalla sede del governo chiedendo le dimissioni del Primo Ministro Gruevski e del suo gabinetto. Nastri delle intercettazioni di conversazioni tra ufficiali governativi diffusi poche ore prima rivelano un coinvolgimento diretto del Primo Ministro e del Ministro degli interni nel nascondere la verità sull’omicidio di un ragazzo ventiduenne picchiato a morte da un ufficiale di polizia in servizio nel giugno del 2011.

La protesta pacifica di Martedì contro la brutalità della polizia è degenerata dopo che i manifestanti hanno rotto il cordone di polizia e si sono mossi verso l’ingresso del palazzo del governo. In poche ore, centinaia di forze speciali armate ed in assetto anti sommossa hanno represso la protesta con violenza brutale, usando lacrimogeni e granate stordenti per disperdere la folla minacciando diverse volte di utilizzare cannoni a acqua mo1ntati su autoblindo. Alla fine dell’azione della polizia decine di cittadini sono stati fermati molti dei quali dopo essere stati inseguiti fino al centro della capitale Skopje. Nella caccia ai manifestanti le forze speciali hanno fatto irruzione in una biblioteca pubblica maltrattando gli studenti presenti in quel momento. La violenza della repressione poliziesca ha provocato un gran numero di feriti, in parte tra poliziotti e passanti, ma per la stragrande maggioranza tra le fila dei manifestanti. Una quarantina di attivisti sono stati inoltre arrestati. E’ stato programmato una ripetizione giornaliera della protesta alle ore 18.

Allarmati dall’uso indiscriminato di forza da parte della polizia a Skopje nell’occasione della protesta di martedì sera scorso, temiamo che gli scontri possano degenerare molto velocemente. E’ chiaro che Gruevski rifiuterà ogni richiesta di dimissioni ed è pronto a spingere le forze di polizia verso azioni tragiche nel disperato tentativo di mantenere la presa sul potere e le risorse dello stato.

Le registrazioni audio che hanno causato la protesta sono solo le ultime di una serie di intercettazioni trapelate e diffuse al pubblico dal principale partito di opposizione, i Socialdemocratici. Quello che era iniziato come la prova dell’uso indiscriminato delle intercettazioni per sorvegliare oltre 20 mila cittadini della Macedonia da parte del Primo Ministro e suo cugino Sasho Mijalkov, capo dei servizi segreti, ha rivelato molti altri abusi 2di potere. Organizzate in oltre 30 serie, le conversazioni rivelano frodi elettorali, controllo totale del sistema giudiziario e i media, pressioni e minacce verso oppositori e non simpatizzanti, appropriazione indebita di enormi somme di soldi e proprietà pubbliche per scopi privati, corruzione su larga scala. Le intercettazioni dimostrano come in un periodo di oltre 9 anni di governo ininterrotto di Gruevski, lo stato sia diventato una rete criminale interamente dedita agli interessi personali dell’elite governativa, delle loro famiglie e dei loro amici; l’uso incessante della propaganda ha garantito a Gruevski & co. un controllo quasi totale sulla popolazione. La morsa del governo sui media ha limitato la diffusione delle intercettazioni al pubblico, che rimane largamente ignaro delle proteste e della brutalità della polizia. I social media e alcuni portali internet sono rimasti gli unici canali di informazione affidabile.

Questa lettera proviene da cittadini, attivisti e accademici preoccupati per recenti sviluppi in Macedonia, ed incarna un tentativo di richiamare l’attenzione sugli eventi nel paese. E’ anche una richiesta di esprimere solidarietà ai cittadini della Macedonia che cercano giustizia e libertà.

Noi sottoscritti supportiamo le richieste dei manifestanti per le dimissioni del Governo. Inoltre chiediamo che le Forze di Polizia Macedoni dimostrino solidarietà con i loro concittadini, astenendosi dall’uso spropositato di violenza e rifiutando qualunque ordine vada contro la Costituzione o violi i diritti e le libertà dei manifestanti. Infine chiediamo un’informazione obiettiva e professionale da parte dei media nazionali e internazionali sugli attuali eventi.

Se volete che il vostro nome e/o quello della vostra organizzazione venga aggiunto alla lista dei sostenitori, per favore scrivete a prekugranicenkomitet@gmail.com con il seguente soggetto del messaggio SOLIDARIETÀ CON I MANIFESTANTI MACEDONI.

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